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Cassa integrazione guadagni (CIG e CIGS)

La tutela del salario dei lavoratori è un tema politico assai dibattito e che ha visto nel tempo il susseguirsi di numerosi interventi volti ad offrire sempre maggiori garanzie alla parte considerata debole del rapporto lavorativo.

L'istituto più importante in questo senso è senz'altro la Cassa integrazione e guadagni ordinaria (C.I.G.).

Durante tale intervento persiste il rapporto lavorativo, ma vengono sospese le reciproche obbligazioni di prestare l'opera lavorativa e di corrispondere un salario (quest'ultimo sostituito da una erogazione dell'INPS).

Alla cassa integrazione ordinaria sono ammesse le aziende del settore industriale, indipendentemente dal numero di occupati, che si trovino in una situazione di contrazione o sospensione dell'attività produttiva dipendenti da due fattori:

  • eventi transitori non imputabili all'imprenditore
  • situazioni di mercato che non mettano in dubbio la ripresa della normale attività produttiva
L'integrazione salariale da parte dell'INPS è prevista nella misura dell'80%.

La durata massima della CIG è di tre mesi continuativi, prorogabili, solo in via eccezionale, fino ad un massimo di un anno.

Per accedere alla cassa integrazione ordinaria, l'imprenditore deve dare inizio alla procedura prevista all'art. 7 della L. 164/1975.

La cassa integrazione guadagni straordinaria (C.I.G.S.) si distingue dalla CIG, in quanto ha lo scopo di fronteggiare gravi situazioni di eccedenza occupazionale ed opera in caso di sospensione o riduzione dell'attività motivate da:

  • ristrutturazione (mutamento di tecnologie)
  • riorganizzazione (mutamento dell'organizzazione aziendale)
  • riconversione aziendale (mutamento dell'attività aziendale)
  • crisi aziendale
  • procedure concorsuali
A differenza della CIG, la cassa integrazione straordinaria si applica alle imprese industriali che occupino più di 15 dipendenti o nelle aziende di commercio con più di 50 lavoratori impiegati.


Data: 26.12.2009
Autore: Avv. Andrea Totò

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