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Fallimento del datore di lavoro

In base all'art. 2119 c.c., il fallimento del datore di lavoro o la liquidazione coatta amministrativa dell'azienda non costituisce giusta causa di risoluzione del contratto, ed il rapporto pertanto continua in capo al fallimento, salvo l'intervento di una specifica risoluzione.

L'art. 2751 bis, n. 1, c.c. riconosce un privilegio generale sui mobili del debitore datore di lavoro esclusivamente alle retribuzioni dovute per effetto della cessazione del rapporto di lavoro, ai contributi previdenziali ed assicurativi obbligatori ed al credito per il risarcimento del danno subito per effetto di un licenziamento inefficace, nullo, annullabile. Pertanto, il lavoratore sarà soddisfatto con preferenza rispetto ad altri creditori non privilegiati in ragione della particolare natura del credito.

In forza delle pronunce della Corte Costituzionale n. 326/1983, n. 220/2002 e n. 113/2004, sono a oggi muniti di privilegio generale anche i crediti del lavoratore subordinato per danni: 1) conseguenti a infortunio sul lavoro, del quale sia responsabile il datore di lavoro, se e nei limiti in cui il creditore non sia soddisfatto dalla percezione delle indennità previdenziali e assistenziali obbligatorie; 2) conseguenti a malattia professionale, della quale sia responsabile il datore di lavoro; 3) da demansionamento, subiti a causa dell'illegittimo comportamento del datore di lavoro.

Per quanto riguarda i crediti sorti successivamente alla dichiarazione di fallimento, la garanzia della prededucibilità è riconosciuta dall'art. 111 l. fall., come recentemente novellato dal D.Lgs. 9 gennaio 2006, n. 5.

In caso di fallimento del datore di lavoro, per ottenere il pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR), il lavoratore potrà proporre istanza di insinuazione al passivo, al pari di ogni altro creditore. Una volta ottenuta l'esecutorietà dello stato passivo (con decreto o con sentenza), la legge 29 maggio 1982, n. 297 garantisce ai lavoratori il pagamento del TFR mediante l'intervento di un apposito fondo di garanzia istituito presso l'Inps. Il fondo liquida le somme spettanti, compresi gli interessi legali e la rivalutazione monetaria.


Data: 30.01.2010
Autore: Avv. Andrea Totò

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