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Diritto e Lavoro, licenziamento, dimissioni

Licenziamento disciplinare

Il licenziamento disciplinare intimato dal datore di lavoro al prestatore per attinenti al comportamento individuale del lavoratore è regolato dall'art. 7 dello Statuto dei Lavoratori e rappresenta la più grave delle sanzioni disciplinari da comminarsi a seguito di una condotta colposa o, comunque, manchevole del lavoratore.

La norma richiamata (nel testo risultante a seguito della declaratoria di parziale illegittimità di cui alla sent. n. 204 del 30.11.1982 della Corte Costituzionale e alla stregua dei principi fissati da tale sentenza) impone, ai fini dell'irrogazione del licenziamento disciplinare, l'osservanza delle garanzie procedimentali dettate a favore del lavoratore circa la contestazione dell'addebito ed il diritto di difesa, nonché, nel caso in cui le parti si siano avvalse della facoltà di prestabilire quali fatti e comportamenti integrino l'indicata condotta giustificativa del recesso, anche della garanzia riguardante l'onere della preventiva pubblicità di siffatte previsioni.

Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno, altresì, chiarito che l'inosservanza delle garanzie procedimentali di irrogazione non comporta la nullità del recesso, ma lo rende ingiustificato (Cass. S.U. 26.04.1994 n. 3965).

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